giovedì 19 maggio 2011

Lidia Menapace

Siamo onorati di ricevere da Lidia Menapace queste righe:
Carissimi carissime ho fatto la stafetta partigiana e figuratevi se non sono d'accordo col "biciare": purtroppo sono già impegnata altrove, oltre a non essere più tanto sportiva; ma mi associo alla vostra "biciata": anche a me più bicio (anche solo simbolicamente) più batte il quorum! In bocca a Berlusca!, così si può rispondere "crepi!", solo politicamente, è ovvio ! lidia

lunedì 9 maggio 2011

Cronache germaniche

Da alcuni mesi mi sono trasferito in una media città, nel senso della dimensione, nei pressi di Francoforte, una città che dunque appartiene alla Germania che a sua volta appartiene all’Unione Europea, da qui, vi scrivo alcune brevi note, amici di Biciamo, voi che vivete in una media città, nel senso della dimensione, nei pressi di Milano, una città che dunque appartiene all’Italia, che a sua volta appartiene … ma l’Italia appartiene all’Unione Europea?

Dal ciclista
Se un ciclista, nel senso del negozio che vende e ripara le biciclette, in questa media città, esponesse un cartello del tipo: “In questo negozio non si riparano biciclette acquistate altrove”, oltre che a essere preso per pazzo, si vedrebbe costretto a chiudere dopo poche settimane. La bicicletta è un mezzo di trasporto come la macchina, il treno, l’elicottero, e il jet personale, tutta roba che ogni tanto si rompe e ha bisogno di qualcuno che se ne prenda cura. Al massimo, se vi presentate da un ciclista con una vecchia Bianchi da corsa comprata su Ebay chiedendo di cambiare manubrio e pedali, vi può capitare che il tizio, dopo avervi guardato in silenzio per venti secondi come uno che si sia presentato da un antiquario con la Gioconda, chiedendogli di cambiarle pettinatura, vi dica “Questa è una bicicletta da corsa italiana originale” , dillo a me…, ”Secondo me è giusto che rimanga così come è”, ma questa è un'altra storia.

In stazione
Presso la stazione centrale della media città in cui mi sono trasferito, non ci sono le rastrelliere per parcheggiare le biciclette. Nel senso che non ci sono solo le rastrelliere, c’è un autosilos per le biciclette (bicisilos ?)! Vi si accede con apposita tessera magnetica, attraverso apposite sbarre, e poiché, la stazione, in questa media città, è una stazione a ponte, una volta parcheggiata la Bianchi, alla quale alla fine il ciclista-filologo si è deciso a cambiare manubrio e pedali, accedo direttamente al binario dal quale parte il mio treno.

In treno
La media città in cui mi sono trasferito è collegata a Francoforte da una linea di metropolitana leggera, o di superficie, o come vi pare, che per percorrere una tratta del tutto analoga a quella che divide Como da Milano, impiega 28 minuti con due corse ogni ora. L’accesso con la bicicletta ai vagoni di tale metropolitana non solo è consentito ma è, pure, gratis. E’ normale vedere, indipendentemente dall’orario, persone che salgono con la bici fanno un tratto di metropolitana, poi scendono per proseguire con la bicicletta. Io non l’ho ancora fatto perché ho sempre paura di incontrare un altro filologo a cui dover spiegare perché la mia Bianchi non ha più quel bel manubrio da corsa con quella bella piega belga.

Detto ciò, se qualcuno avesse il buon cuore di spedirmi un paio di etti di Parma e una mozzarella di bufala, gliene sarei molto grato…

P.S.
A differenza dell’Italia, dove se per strada passa una ragazza, diciamo, carina circa trenta uomini si girano a guardarla, da queste parti non si usa. Ma quando passo con la mia Bianchi …

Diego Casartelli

venerdì 6 maggio 2011

Gli italiani e l’uso della bicicletta

E' bici boom: l’uso delle due ruote nei giorni feriali è più che triplicato negli ultimi 10 anni. Un’istantanea dei mezzi scelti dai connazionali per spostarsi nel sondaggio realizzato per Legambiente da Ipr Marketing.
Sarà la crisi, sarà la corsa al rialzo dei carburanti, sarà la stanchezza di ritrovarsi puntualmente impantanati nell’ingorgo o la voglia di fare una vita meno sedentaria. O magari saranno tutte queste cose insieme. Fatto sta che in Italia è bici boom: l’uso delle due ruote nei giorni feriali è più che triplicato negli ultimi 10 anni. Nel 2001 i cittadini che sceglievano la bicicletta come mezzo di trasporto urbano erano appena il 2,9% della popolazione adulta, come evidenziano i dati del censimento Istat 2001. Oggi la percentuale di utenti della strada a pedali è schizzata all’insù, arrivando al 9%. Si tratta di un record per il nostro Paese (in numeri assoluti sono circa 5 milioni di persone): per trovare una quota così elevata di mobilità dolce bisogna tornare al periodo che ha preceduto la motorizzazione di massa.
A documentare questa straordinaria volata è Legambiente che ha commissionato all’istituto di ricerche Ipr Marketing il sondaggio su “Gli italiani e l’uso della bicicletta” che - realizzato nella seconda metà di aprile 2011 - offre un’istantanea dei mezzi scelti dai connazionali per spostarsi, dell’area di residenza, della tipologia di comuni, dell’età e del sesso di chi fa più ricorso alle due ruote.
La ricerca Legambiente-Ipr Marketing non è stata fatta a caso in questo periodo. Il prossimo 3 maggio, infatti, si corre il Giretto d’Italia - ilprimo Campionato nazionale della ciclabilità urbana - che vedrà sfidarsi tra loro 27 città: vincechi ha più ciclisti in circolazione. Legambiente, Fiab e Cittainbici, insieme alle amministrazioni locali e col patrocinio del Ministero dell’Ambiente, effettueranno il 3 maggio un monitoraggio straordinario dei mezzi utilizzati per muoversi nei centri urbani. Check point dislocati in punti diversi del territorio comunale permetteranno di capire, in ognuna delle 27 città, qual è la percentuale di spostamenti in bici e assegnare la maglia rosa alle migliori (la premiazione sabato 7 maggio). Il Giretto d’Italia è diviso in 3 gironi. In quello dei pesi massimi, le grandi città, cercheranno di superarsi Torino, Genova, Milano, Venezia, Verona, Firenze, Roma e Bari. Nella categoria città medie corrono Bolzano, Trento, Padova, Vicenza, Ferrara, Modena, Parma, Ravenna, Reggio Emilia. Nel gruppo delle più agili, le città piccole, competono Pordenone, Udine, Schio, Monfalcone, Lodi, La Spezia, Carpi, Pisa, Grosseto e Senigallia. Come si può vedere scorrendo i nomi delle città, soprattutto le medio-piccole, a questo primo campionato nazionale della ciclabilità urbana partecipa una sorta di serie “A” delle biciclette, dal momento che in molti dei Comuni del Giretto d’Italia gli spostamenti in bici supera con facilità il 10 o anche il 20% del totale.
Ma torniamo ai numeri del sondaggio Legambiente-Ipr Marketing. I frequent biker, gli utilizzatori abituali della bicicletta, sono il 9% della popolazione italiana. Circa una persona su dieci ha infatti risposto che, nei giorni feriali, utilizza la bicicletta per gli spostamenti almeno 3 o 4 volte a settimana. C’è poi un altro dato interessantissimo: dichiara di prendere la bici per i propri spostamenti anche se solo occasionalmente (una o due volte a settimana) un altro 14% di italiani. A conti fatti, dunque, un quarto della popolazione del nostro Paese considera la bicicletta un mezzo di trasporto a tutti gli effetti e (a piccole dosi o in gradi quantità) ogni settimana la preferisce ad altre modalità di spostamento.

Fonte: http://www.autoambiente.com/ecomondo-mainmenu-68/enti-e-associazioni-mainmenu-69/news-mainmenu-145/3006-gli-italiani-e-luso-della-bicicletta.html. Il sondaggio di Legambiente é disponibile in formato pdf a questo indirizzo: http://risorse.legambiente.it/docs/sondaggioBici.0000002662.pdf.