sabato 18 ottobre 2014

A TUTTI GLI AMICI DELLA BICICLETTA

 



Come sapete siamo da anni impegnati per promuovere l’uso della bicicletta in città per gli spostamenti quotidiani. Negli ultimi tempi alcuni avvenimenti hanno rinnovato la nostra attenzione in merito.

In un importante incontro a Milano con chi si occupa di ciclabilità e mobilità dolce sia a livelli di base che a livelli istituzionali si è parlato di come incidere sulla nuova stesura del Codice della Strada (in corso da parte della Commissione governativa) e sulle norme riguardanti la ciclabilità. Vorremmo soprattutto che i temi e i criteri della Moderazione del Traffico abbiano finalmente il posto che meritano nella legislazione nazionale, come già da tempo succede in Europa.

Nello stesso periodo si è parlato, sia a livello nazionale che locale, della possibilità del ‘Senso unico eccetto bici’, con motivazioni contrarie molto pretestuose da parte di esponenti del governo.

Il 21 settembre scorso, in occasione di EComobility e della giornata di attenzione promossa dal Comune di Como, abbiamo ospitato gli amici della FIAB (Federazione Amici della Bicicletta) di Milano, Varese, Saronno, Lecco. Con l’occasione sono state raccolti un po’ di nominativi di persone disponibili a fondare la sede FIAB COMO.

Con questa comunicazione intendiamo estendere l’invito a tutti i firmatari (nel tempo) di Biciamo, in modo da costituire un primo gruppo di persone che si prendano in carico l’iniziativa.
Potete dare una ‘preadesione’ o rispondendo a questa mail o su Facebook aderendo al gruppo ‘Perché non fondiamo la FIAB COMO?

Vi inviamo in allegato la lettera, stesa su invito della FIAB, al Sindaco di Como e alla stampa riguardante il ‘Senso unico eccetto bici’

Como 6 ottobre 2014

allegato: 
Como settembre 2014

Oggetto: Codice della strada e “senso unico eccetto bici”

Egr. Signor Sindaco,
sulla stampa nazionale di sabato 6 c.m. si dava notizia di una presa di posizione del Ministro alle infrastrutture Maurizio Lupi di contrarietà ad introdurre nel Codice della Strada il cosiddetto "contromano ciclabile", ovvero la possibilità di far circolare le biciclette nei due sensi su strade a senso unico per gli altri veicoli.
Tale modifica, avanzata da molti comuni e dalla FIAB (Federazione Italiana amici della Bicicletta), allineerebbe l'Italia a molti paesi europei nei quali, più che in Italia, la mobilità ciclistica viene sistematicamente promossa e favorita: Francia, Belgio, Germania, Svizzera, ecc.
Ovviamente il "controsenso ciclabile" (ovvero il “senso unico eccetto bici”) sarebbe applicabile solo ad alcune strade, prevalentemente i centri urbani, e dovrebbe accompagnarsi ad alcune condizioni e provvedimenti di moderazione e sicurezza del traffico.
Gli oppositori a tale modifica, già bloccata poche settimane fa da un emendamento di Scelta Civica in sede di Commissione Trasporti della Camera, in realtà non sono stati finora in grado di portare argomenti provanti della presunta pericolosità di tale pratica se non le generiche, pretestuose e umilianti argomentazioni che gli italiani sulle strade sarebbero diversi dai tedeschi, francesi o svizzeri e fingendo di preoccuparsi della sicurezza dei ciclisti, limitandone di fatto la circolazione.
Le esperienze e le rilevazioni statistiche di grandi e piccole città europee, ma anche di molte città italiane (Reggio Emilia, Bologna, Torino, ...) attestano in realtà che l'introduzione del doppio senso ciclabile, praticato con la dovuta intelligenza tecnica, non comporta alcun aumento di incidentalità, spesso anzi si accompagna ad una sua riduzione, e favorisce l'incremento degli spostamenti in bicicletta.
Siamo quindi a chiederle di unire la sua voce a quella degli amministratori di Milano, Torino, Reggio Emilia, Bologna, ecc. nel richiedere al governo di introdurre nel Codice della Strada norme utili a favorire la circolazione urbana e quotidiana delle biciclette, compreso il "senso unico eccetto bici" ,affinché anche in Italia sia consentito alle amministrazioni comunali di adottare soluzioni già ampiamente e positivamente sperimentate, superando ogni dubbio interpretativo e anacronistiche resistenze.
Cordiali saluti.